Epifora – La dacriocistorinostomia laser per correggere i disturbi della lacrimazione

Novità nel campo della terapia chirurgica dei Disturbi della lacrimazione. La dacriocistorinostomia laser.

I disturbi delle vie lacrimali sono rappresentati da infiammazioni o traumi che spesso si traducono in ostruzione, o stenosi, dell’apparato lacrimale. La stenosi delle vie lacrimali colpisce tutte le fasce d’età, dai più piccoli sino agli adulti ed in età anziana. L’ostruzione delle vie di deflusso lacrimale provoca un sintomo molto fastidioso, chiamato “Epifora” cioè la continua lacrimazione dell’occhio con costanti problemi di visione legati all’occhio “umido” ed il rischio di infezioni congiuntivali e oculari .

L’evoluzione severa di questa patologia, che può essere acuta ed anche cronica è rappresentata dalla dacriocistite (infiammazione del sacco lacrimale), solitamente  sostenuta da   microrganismi quali lo Stafilococco e gli Streptococchi.

Fortunatamente l’ostruzione congenita, come le ostruzioni acquisite del dotto nasolacrimale si risolvono spesso spontaneamente con un trattamento medico conservativo. Tuttavia, quando la terapia medica non risulta più efficace nella risoluzione della patologia di base, si rende necessario un intervento con sondaggio ed irrigazione delle vie lacrimali o un intervento chirurgico.

La mia lunga esperienza nella chirurgia del sacco lacrimale con tecnica endoscopica trans-nasale si è arricchita ed evoluta , grazie alla collaborazione con gli specialisti oculisti, con l’impiego del laser a diodi.

La dacriocistorinostomia transcanalicolare con il laser a diodi è una nuova tecnica mininvasiva che utilizza una tecnologia avanzata che permette con una unica funzione molto precisa il taglio e la coagulazione. Viene eseguita con l’utilizzo di sonde con fibre ottiche di 400 micron e di sistemi endoscopici ad alta definizione. Anche in questo tipo di intervento può essere impiantato uno stent che viene rimosso a distanza di tempo. Non prevede incisioni e cicatrici ed ha il vantaggio di ridurre il trauma chirurgico, evitare una anestesia generale e rendere meno doloroso e più rapido il decorso postoperatorio.