Russare può essere un segno di una condizione più grave nota come apnea ostruttiva del sonno (OSA). L’OSA è caratterizzata da ripetuti episodi di completa e/o parziale e/o prolungata ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno normalmente associati ad una riduzione della saturazione di ossigeno nel sangue. Essa provoca anche un’alterazione del ciclo naturale del sonno e conseguente sonnolenza diurna.

Per porre una esatta diagnosi di OSA occorre individuare oltre ai sintomi tipici di tale disturbo anche dei parametri oggettivi del sonno forniti dal’esame polisonnografico (PSG). Negli adulti sottoposti a PSG il 2% delle femmine ed il 4% dei maschi evidenziano dei criteri minimi diagnostici per OSA, sperimentando almeno 10 eventi apnoici per ora. Un “evento” può essere sia una apnea, caratterizzato dalla completa cessazione del flusso d’aria per almeno 10 secondi, o una ipopnea nella quale il flusso dell’aria diminuisce del 50% per 10 secondi oppure decresce del 30% se vi è associata una diminuzione della saturazione in ossigeno oppure se c’è un risveglio dal sonno.

Per graduare la severità della apnea nel sonno, si stabilisce un indice che correla il numero di eventi per ora, che viene definito “indice apnea-ipopnea” . Un AHI minore a 5 viene considerato normale. Una AHI tra 5 e 15 è lieve; un valore di AHI di 15-30 viene definito moderato, ed una che comporti più di 30 eventi/ora caratterizza l’apnea nel sonno severa.

Quando un russatore pesante dovrebbe rivolgersi ad un medico?

I russatori pesanti dovrebbero consultare un medico per assicurare che l’apnea del sonno non sia un problema. I russatori pesanti includono le persone che russano costantemente in qualsiasi posizione . Lo specialista otorinolaringoiatra ha la possibilità di praticare un esame approfondito del distretto cervico/facciale e rivelare e documentare le cause e la sede dell’ostruzione respiratoria.

La raccolta anamnestica rappresenta un momento importante nella valutazione del russatore. È importante indagare l’eventuale presenza di:

  • Episodi di pause respiratorie o apnee durante il sonno
  • Sonnolenza diurna e stanchezza
  • Alta pressione arteriosa
  • Malattia cardiaca
  • Precedenti episodi tromboembolici cerebrali
  • Consumo di alcol
  • Cefalea

 
Nella classificazione dei disturbi respiratori del sonno distinguiamo:

Russamento semplice

Il russamento semplice è caratterizzato da una presenza di respiro notturno rumoroso in assenza di un numero significativo di pause respiratorie (apnee), senza alterazioni della struttura del sonno stesso e senza sonnolenza diurna importante. La registrazione PSG di tali pazienti può evidenziare rari episodi di RERA, ipopnee o apnee.

Sindrome di aumentata resistenza delle vie aeree superiori (UARS)

È caratterizzata da un progressivo aumento delle resistenze respiratorie con episodi di risveglio EEG-subclinico (arousals). L’indice apnea/ipopnea (AHI) è basso (< 10), ma è presente sonnolenza diurna associata ad alta frequenza di RERA.

Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (Obstructive Sleep Apnea Syndrome, OSAS)

È il più frequente dei disturbi respiratori nel sonno. Secondo la definizione dell’American Sleep Disorders Association (1998), è caratterizzata sul piano clinico da “sonnolenza diurna e/o alterazioni delle performances diurne e russamento notturno” e sul piano fisiopatologico da “ripetuti episodi di ostruzione parziale o completa delle prime vie aeree, durante il sonno, associati a fasiche cadute dell’ossiemia con conseguenti desaturazioni in O2 dell’emoglobina arteriosa”. L’indice di apnea /ipopnea(AHI) è sicuramente >10/ora di sonno

Le “apnee centrali” sono rare (~ 2-3% di tutte le apnee) e sono caratterizzate da una cessazione completa della ventilazione polmonare con contemporaneo arresto dei movimenti toraco-addominali e con successiva ripresa. Si ritrovano maggiormente durante le prime fasi del sonno e riconoscono la loro causa in danni dei centri nervosi che condizionano un’alterata regolazione della ventilazione polmonare ed una eccessiva ipotonia dei muscoli delle vie aeree superiori durante il sonno.